Salta al contenuto
← Torna alla home

Pilastro Finanziario

Consulenza finanziaria aziendale

Controllo di gestione, pianificazione finanziaria e rapporti con il sistema bancario.

La consulenza finanziaria che proponiamo è orientata alla gestione operativa: costruzione di un sistema di controllo di gestione su misura per l'impresa, monitoraggio periodico di indici e flussi, analisi di sostenibilità degli investimenti, gestione strutturata dei rapporti con le banche.

Prenota una conversazione →

30 min · in studio o in video · gratuito · risposta a stretto giro

↓ Scopri come funziona
Perché conviene

I punti chiave del servizio

01

Capisci da dove vengono i tuoi soldi

Analizziamo il tuo bilancio per individuare i punti di forza e quelli che generano problemi. Dove guadagni davvero, dove stai perdendo, dove c'è valore nascosto.

02

Prevedi i prossimi 12-18 mesi

Con un business plan finanziario costruito bene, vedi in anticipo dove stai andando. E hai il tempo di intervenire prima che diventino problemi seri.

03

Capisci chi sono i tuoi clienti veri

Analizziamo il fatturato per cliente, settore, prodotto. Spesso il 20% dei clienti porta l'80% dei ricavi — sapere chi sono cambia il modo in cui investi attenzione e risorse.

04

Tieni d'occhio la liquidità

La gestione della tesoreria — soldi in entrata e in uscita giorno per giorno — è la differenza fra un'azienda sana e una che muore "in nero". Ti aiutiamo a non andare in sofferenza di cassa.

Una metafora che funziona

Pensa alla finanza in azienda come al cruscotto della tua auto. Senza cruscotto puoi guidare lo stesso, almeno per un po’. Ma non sai a che velocità stai andando, quanto carburante ti resta, se il motore sta surriscaldando. Procedi a sensazione.

Per qualche chilometro funziona. Su una strada lunga, prima o poi finisci in panne.

La finanza aziendale fa questo: trasforma i tuoi numeri — fatture, costi, banche, magazzino — in un cruscotto che ti dice come sta andando l’azienda. Quanto stai guadagnando davvero, dove finiscono i soldi, quanto carburante (liquidità) hai per i prossimi mesi, se il motore (la struttura) sta tirando troppo.

Non è “fare i conti”. È avere informazioni utili per decidere.

Perché molti imprenditori non hanno un cruscotto

Tre motivi tipici:

Il primo: pensano di averlo già. “Ho il commercialista che mi prepara il bilancio.” Vero. Ma il bilancio è una fotografia di un anno fa: quando arriva, le decisioni le hai già prese — magari sbagliate. Inoltre il bilancio è scritto in linguaggio fiscale, non gestionale. Serve a pagare le tasse, non a decidere.

Il secondo: pensano sia troppo complicato. “Servono software, persone dedicate, anni di studio.” Falso. Per un’azienda fino a 10-15 milioni di fatturato, un buon Excel impostato bene + revisione trimestrale copre il 90% delle decisioni che servono.

Il terzo: hanno paura di scoprire qualcosa che non vogliono vedere. È umano. Ma è esattamente la situazione in cui vale la pena guardare: meglio scoprire un problema oggi, quando puoi ancora intervenire, che fra sei mesi quando è troppo tardi.

Cosa includiamo nel “cruscotto” tipo

Non c’è una soluzione unica per tutti. Costruiamo lo strumento adatto alla tua scala e al tuo settore. Detto questo, gli ingredienti tipici sono cinque.

1. Analisi del bilancio

Il bilancio è una miniera di informazioni, ma vanno tradotte. Indicatori chiave come ROI (return on investment), ROE (return on equity), margine operativo lordo, indice di liquidità, indice di indebitamento — ognuno racconta qualcosa di specifico.

Non ti riempiamo di sigle: ti diciamo le 4-5 cose che il tuo bilancio sta urlando, e cosa farne.

2. Business plan economico-finanziario

Il business plan è un documento che descrive dove la tua azienda vuole andare nei prossimi 1-3 anni, in numeri. Quanto fattureremo? Con che margini? Quanto investiremo? Da dove prenderemo i soldi?

Si fa per due motivi: per decidere meglio (mettere su carta i numeri ti costringe a essere onesto su ipotesi e rischi), e per chiedere finanziamenti (le banche e gli investitori non ti danno un euro senza un business plan credibile).

Approfondisci nella nostra guida sul business plan →

3. Analisi del fatturato

Sai chi sono i tuoi clienti più importanti? Spesso il 20% dei clienti porta l’80% dei ricavi (legge di Pareto). Ma molti imprenditori non hanno mai fatto il calcolo.

Spaccare il fatturato per cliente, settore, prodotto, periodo, ti dice:

  • Dove fai davvero margine (non sempre dove credi)
  • Quanto sei dipendente da pochi clienti (rischio di concentrazione)
  • Dove conviene investire più tempo commerciale (e dove no)
  • Quali prodotti sono in declino prima che lo siano in modo evidente

4. Budget annuale

Il budget è la pianificazione dei prossimi 12 mesi: ricavi attesi, costi previsti, investimenti programmati. Un budget fatto bene è anche uno strumento di confronto: ogni 3 mesi confronti budget e consuntivo, e capisci dove sei in linea, dove sei sotto, dove ti stai discostando.

Senza budget non sai mai se stai andando bene o male. Hai solo l’impressione che il fatturato cresca o cali rispetto all’anno scorso. È poco.

5. Gestione della tesoreria

La tesoreria è la gestione di liquidità giorno per giorno. Soldi in entrata, soldi in uscita, saldo bancario.

C’è un detto tra finanzieri: “i conti aziendali si fanno ogni anno, la cassa si fa ogni giorno”. Un’azienda può avere bilanci d’oro e fallire perché non ha liquidità per pagare un fornitore strategico al momento giusto. Vale soprattutto per chi fattura alla pubblica amministrazione (tempi 60-120 giorni) o ha stagionalità marcata.

Un piano di tesoreria prevede a 30-60-90 giorni i flussi di cassa attesi. Ti permette di vedere in anticipo dove ti potrebbero mancare soldi, e di intervenire — chiedere un fido, anticipare incassi, posticipare pagamenti — quando hai ancora tempo per farlo.

Una storia, per capirci meglio

Roberto guida un’azienda di servizi vicentina, 30 dipendenti, 4 milioni di fatturato. Quando è arrivato in studio, era convinto di andare alla grande. “Crescita del 15% sull’anno scorso, fatturato in crescita da tre anni di seguito.”

Tutto vero. Ma quando abbiamo fatto l’analisi finanziaria approfondita, è emerso questo:

  • Il 60% della crescita veniva da un solo cliente, una grande azienda che pagava a 90 giorni
  • Il margine sui suoi prodotti era sceso dal 18% al 12% in tre anni perché aveva accettato sconti per “fidelizzare” quel cliente
  • La tesoreria era costantemente in rosso fra il giorno 60 e il giorno 90 di ogni mese
  • Roberto stava pagando interessi bancari per il fido che usava per coprire il gap, ma non li monitorava: parlavamo di 35.000 € all’anno

Risultato dell’analisi: la “crescita” stava in realtà erodendo l’azienda. Maggiore era il fatturato con quel cliente, peggiore era la situazione finanziaria.

Abbiamo riprogettato la strategia commerciale (recuperare margine, diversificare la base clienti, rinegoziare i tempi di pagamento col cliente principale). In 18 mesi Roberto è passato da margine 12% a margine 19%, dal fido bancario sempre in tensione a una posizione di liquidità sana, e dalla dipendenza da un singolo cliente a una distribuzione su tre clienti principali.

Senza l’analisi finanziaria, sarebbe finito male. I numeri ce lo stavano dicendo da due anni, ma nessuno li stava leggendo.

Il nostro approccio

In studio Federico Miotti — fondatore — ha approfondito i temi della finanza d’azienda con un Master IFAF di Milano e svolge dal 2012 docenze per istituti di formazione sul rapporto banche-impresa. Non è un dettaglio: la conoscenza del linguaggio bancario fa una grande differenza quando devi presentare numeri a un istituto di credito.

Finanza d’impresa e controllo di gestione sono il cuore del mestiere dello studio: è da qui che si capisce se un’impresa sta crescendo in modo sano o solo aumentando di volume. Lavorano a stretto contatto con il fiscale — ottimizzazione fiscale e gestione finanziaria sono due facce della stessa medaglia — e con il legale, perché contratti e finanziamenti vanno strutturati insieme.

E parliamo un linguaggio comprensibile. Niente sigle gettate lì, niente “il tuo EBIT margin è del 12,3%” senza spiegarti cosa significa e cosa ne dovresti fare. Lavoriamo per renderti autonomo: vuoi capire i tuoi numeri, non delegare all’eternità.

Strumenti utili che usiamo

Per i nostri clienti integriamo strumenti digitali che semplificano la gestione quotidiana:

Questi strumenti, integrati col nostro lavoro di analisi, riducono il tempo che spendi in operatività e aumentano quello che dedichi a decidere.

Vuoi capire come stai?

Mezz’ora gratuita. Porta l’ultimo bilancio o l’ultimo conto economico. Te ne diciamo tre cose:

  1. Cosa raccontano davvero i tuoi numeri
  2. Dove ci sono problemi che forse non vedi
  3. Da dove cominceremmo, se decidessi di lavorare con noi

Senza obblighi. Senza sales aggressivo. Solo una conversazione fra adulti che parlano di numeri.

Come lavoriamo insieme

Il percorso, passo dopo passo

01

Analisi della situazione

Partiamo da bilancio, conto economico ed estratti conto bancari degli ultimi 2-3 anni. Ricostruiamo la fotografia finanziaria reale.

02

Costruzione degli strumenti

Costruiamo insieme il cruscotto che ti serve. Può essere un budget, un business plan, un'analisi del fatturato, una previsione di tesoreria.

03

Lettura e interpretazione

I numeri dicono qualcosa solo se sai leggerli. Ti spieghiamo cosa significano i risultati e quali decisioni concrete suggeriscono.

04

Aggiornamento periodico

La finanza non è una foto da scattare una volta. Aggiorniamo gli strumenti ogni 3-6 mesi e li mettiamo a confronto con la realtà.

Cosa porti a casa

I deliverable concreti

  • Analisi di bilancio dettagliata con indicatori chiave
  • Business plan finanziario a 12-36 mesi
  • Dashboard di indicatori personalizzata per la tua attività
  • Analisi della redditività per cliente, prodotto o settore
  • Budget annuale e revisione trimestrale
  • Piano di tesoreria (cash flow forecast) mensile
  • Report per banche e investitori, in formato professionale
Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso

A cosa serve la consulenza finanziaria aziendale? +

A trasformare i tuoi numeri in informazioni utili per decidere. Il bilancio è una fotografia di un anno fa, scritta in linguaggio fiscale: serve a pagare le tasse, non a guidare l'azienda. La consulenza finanziaria costruisce il "cruscotto" che ti dice come stai andando ora, dove vai e dove c'è bisogno di intervenire.

Cos'è il business plan e quando serve? +

Il business plan è un documento che descrive dove la tua azienda vuole andare nei prossimi 1-3 anni, in numeri (ricavi, margini, investimenti, fonti). Serve per due motivi: per decidere meglio (mettere in numeri ti costringe a essere onesto su ipotesi e rischi) e per chiedere finanziamenti (banche e investitori non sbloccano risorse senza un business plan credibile).

Cos'è la gestione della tesoreria? +

È la gestione della liquidità giorno per giorno: soldi in entrata, soldi in uscita, saldo bancario. Un'azienda può avere bilanci d'oro e fallire perché non ha cassa per pagare un fornitore strategico. Un piano di tesoreria prevede a 30-60-90 giorni i flussi attesi e ti permette di anticipare un fido o rinegoziare un pagamento prima che sia troppo tardi.

Perché analizzare il fatturato per cliente? +

Perché spesso il 20% dei clienti porta l'80% dei ricavi (legge di Pareto), ma molti imprenditori non lo sanno. Spaccando il fatturato per cliente, prodotto e settore scopri dove fai davvero margine, quanto sei dipendente da pochi clienti (rischio di concentrazione) e dove conviene investire più tempo commerciale.

Cosa significano sigle come ROI, ROE, EBITDA? +

Sono indicatori che leggono il bilancio in chiave gestionale. ROI (return on investment) misura quanto rende il capitale investito, ROE (return on equity) quanto rendono i mezzi propri, EBITDA il margine operativo prima di tasse e interessi. Non ti riempiamo di sigle: ti diciamo le 4-5 cose che il tuo bilancio sta urlando e cosa farne.

Quanto costa una consulenza finanziaria? +

Dipende dalla scala: per un'azienda fino a 10-15 milioni di fatturato, un buon Excel impostato bene + revisione trimestrale copre il 90% delle decisioni. Forniamo sempre un preventivo scritto prima di iniziare, basato sull'obiettivo (analisi una tantum, accompagnamento continuativo, business plan per banca).

Una domanda specifica sul tuo caso?

Trenta minuti di confronto iniziale, senza impegno.

Prenota 30 minuti →
Modalità di avvio

Come si avvia un percorso con lo studio

Tre passaggi essenziali, dalla richiesta di contatto alla proposta operativa.

  1. 01

    Richiesta di contatto

    Compili il modulo o ci scrivi una mail. Riceverai una risposta a stretto giro, con due o tre slot disponibili per la prima conversazione.

  2. 02

    Conversazione iniziale

    Trenta minuti, in studio o in video. Esaminiamo la situazione di partenza, gli obiettivi a dodici-trentasei mesi e gli ambiti di intervento prioritari.

  3. 03

    Sintesi scritta e proposta

    Entro pochi giorni ricevi una sintesi scritta delle priorità individuate e una proposta operativa con relativo preventivo. La decisione di proseguire resta del cliente.

Parliamone

Vuoi numeri che parlino davvero?

In una mezz'ora gratuita guardiamo insieme l'ultimo bilancio. Ti diciamo cosa raccontano i tuoi numeri, e cosa stai forse non vedendo.

Parliamone

Scrivici due righe.

Nessuno spam — la tua mail resta solo da noi. Ricevi una copia della richiesta al tuo indirizzo: se non arriva, qualcosa è andato storto.